
Su di me

A proposito di me potrei dire che sono un ambizioso blogger, un consulente artistico, un esperto di marketing discografico, un figo assoluto... ma in verità, la descrizione che meglio mi ritrae, sarebbe quella di una persona umile con i piedi per terra e sempre alla ricerca di un significato nelle cose che fà.
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Giorgio Costantini Artista Indipendente
Giuseppe Grancagnolo October 19, 2011 Leave a comment Webstar e casi di successo
Molte persone che navigano tra le pagine di questo sito rimangono affascinate dal progetto nel suo insieme. In particolare quello che suscita parecchio interesse è proprio la figura dell’Artista Indipendente. Capisco quella nota d’incredulità nei confronti di una opportunità così edificante. Immagino quella miriade di artisti che, malgrado abbiano buttato anima e corpo lungo la strada della loro carriera, abbiano conosciuto l’insoddisfazione e la poca cooperazione da management che avrebbero dovuto sostenere e promuovere il loro progetto… D’altronde sappiamo bene come funzionano certe dinamiche: poco prima di arrivare alla firma del contratto editoriale, che soffia via le opere ai legittimi proprietari, s’infondono illusorie speranze riguardo la promozione e subito dopo sopraggiunge una fulminante amnesia su quanto promesso. C’è chi ha sudato tanto e ha ottenuto poco, c’è chi ha subito raggiri e ricevuto false promesse di prospettive che non si sarebbero mai realizzate. Chi ha vissuto questo genere di esperienze, potrebbe essere poco incline a idealizzare auspicabili opportunità e semplicemente, quando leggono la definizione di Artista Indipendente Online, un pensiero succinto si fa strada nella loro mente: “troppo bello per essere vero, la realtà è un’altra cosa”. A prescindere dal fatto che, ambire alla carriera indipendente, non sia proprio la via più semplice e immediata, mi tocca ricordarti che parliamo di una meta concretizzabile. Non si tratta di semplice fantasia, ma al contrario, parliamo di una realtà consolidata. A tutti quelli che vorrebbero chiedermi chi sono questi fantomatici artisti indipendenti e su quale pianeta vivono, oggi vorrei dare una dimostrazione lampante che questa prospettiva è reale e raggiungibile proprio qui… nel nostro sistema solare. Ho chiesto a Giorgio di pubblicare la sua storia, sperando che, possa essere quantomeno d’ispirazione. Quanto segue è il vissuto di un vero professionista, potremmo dire “un Artista con la A maiuscola”. Oggi Giorgio Costantini è un artista affermato e molto seguito. Potremmo dire che sia la risposta definitiva alle domande: E’ davvero possibile diventare artisti indipendenti? Si può creare una carriera artistica indipendente utilizzando il Modello Discografico Digitale? Ti lascio alla sua storia con l’augurio che tu possa prosperare quanto meriti.
Nel 2005, come musicista indipendente, finalmente coronavo un sogno: partecipavo nella veste di coautore, produttore, arrangiatore e direttore d’orchestra al Festival di Sanremo con una band esordiente – i Concido - che seguivo da vicino fin dalla loro nascita e che da quando avevo cominciato a produrre, in brevissimo tempo, aveva ottenuto molti riconoscimenti pur senza casa discografica o management. La macchina del business legata al festival, a volte funge da cassa di risonanza, ma nella maggior parte dei casi si rivela un impietoso tritacarne per gli artisti esordienti che la cavalcano. Questo capita con maggior frequenza quando si ha a che fare con figure che non hanno una lunga esperienza professionale (quella che a volte viene definita gavetta) e che possono scambiare una momentanea finestra – per quanto importante – con il successo. Da quest’esperienza, dopo qualche mese di distacco dalla musica e di riposo, partì il desiderio di non avere più a che fare con case discografiche e artisti impreparati. Mi rimisi a lavorare su un progetto che avevo in piedi da qualche anno – un album di pianoforte solo – e che desideravo poter destinare al pubblico senza mediatori. Appena finito il lavoro, mi resi conto che non vendeva che un paio di copie al mese. Provai allora ad utilizzare una serie di tecniche, dallo spam selvaggio fino alla più strategica “SEO optimization“, ovvero una ricostruzione del sito con testi e contenuti strategici per apparire nel motore di ricerca Google quando si parlava di pianoforte, partiture, musica new-age. Cercando in rete, giunsi finalmente ad un paio di ebook che rappresentarono per me un punto di svolta, “How to promote your music successfully on the internet” di David Nevue e in italiano, quello di Giuseppe Grancagnognolo “Come diventare Un Artista Indipendente Online” . Ricostruii il mio sito con i muovi criteri, trovai il sistema per pubblicare i brani su iTunes senza casa discografica, pubblicai un podcast, utilizzai mail list targhettizzate, realizzai comunicati stampa con aziende come Beatwire, Music Submit e AheadPR, e dedicai un sacco di tempo a MySpace, allora in ascesa. Nell’arco di un anno la mia pagina MySpace salì – tra oltre 200 milioni di pagine del social network – ai primi posti nelle classifiche Myspace Top Artist italiane, inglesi e statunitensi. Ed iniziarono a muoversi le cose: mi contattarono per utilizzare le mie musiche in importanti pubblicità – dalla Baileys a “Il sole 24 Ore” - e per i primi concerti. Dopo aver organizzato il materiale, scelto il singolo e le immagini giuste, per un paio di giorni acquistai banner, richiesi migliaia di amicizie, rispondendo a tutti, inviai comunicati stampa con le aziende già citate, presi un’agenzia italiana per un serio comunicato stampa da pubblicare ovunque fosse possibile, organizzai gruppi di ascolto e di vendita. Spedii a migliaia di persone, una mail dove scaricare gratuitamente tre brani ed il link per acquistare l’album. Il lavoro fu tale e tanto concentrato, che riuscii timidamente ad entrare nei primi dieci posti nella classifica di vendita su iTunes. E fu allora che la mia agenzia, decise di pubblicare un nuovo comunicato con i risultati delle classifiche, su alcune testate importanti. E questo, nella logica della reazione a catena, aumentò il numero di acquisti e fece arrivare il brano “Elegia” fino al primo posto in classifica. Non avevo un’agenzia, nè casa discografica, nè alcun collaboratore, ma avevo lavorato duramente per oltre due anni a questo progetto, che raggiunse il suo massimo quando decisi di rimasterizzare i brani nel miglior studio del mondo – gli Sterling Sound di NY - e fui invitato per alcuni concerti nel più prestigioso teatro di musica classica di Taiwan, il National Concert Hall di Taipei. L’ottenimento di risultati nella musica, è il mix di una serie di ingredienti non facilmente prevedibili a priori. Uno solo, costante e fondamentale, mi sento di dire che è indispensabile in ogni caso: è la scelta di qualità, per ogni passaggio del lavoro. Per realizzare un album buono, bisogna avere molto materiale, scegliere con cura (anche facendosi aiutare) le cose migliori e lasciare alle spalle quelle meno valide. Cercare bravi professionisti quando si registra, quando si missa e si masterizza, per il servizio fotografico, per la promozione. Questi sono passaggi irrinunciabili e che rappresentano una costante in tutte le produzioni che raggiungono risultati degni di nota. Giorgio Costantini
Per molti anni ho lavorato come musicista professionista per altri artisti e come produttore, distribuito da case discografiche o major. Pur avendo un’amore per l’indipendenza lavorativa, non posso negare che è stato fondamentale per me avere la possibilità di lavorare con artisti come Fiorella Mannoia, Michele Zarrillo, Renato Zero. Inoltre, lavorare per dei progetti precisi, come musicista, arrangiatore o produttore, sviluppa la capacità di intuire cosa gli altri desiderino, dove va il mercato, cosa significhi avere disciplina e metodo nella realizzazione di un progetto.
Per un insieme di cose, il progetto non andò come avevamo sperato e quella che doveva essere una splendida opportunità, una volta spente le luci del festival, si rivelò un pessimo affare dove le fatiche, il tempo dedicato e gli investimenti non furono compensati minimamente, e tutto si risolse in una controversia da tribunale.
Da qualche anno lavoravo con programmi come Adobe Golive e Photoshop per la realizzazione di pagine web, e decisi di realizzare un sito per promuoverlo. Scelsi il titolo dell’album tra decine di possibili, con il cuore ma anche con un’idea in testa: doveva far intuire il contenuto, l’idea musicale che stava alla base, il genere musicale.
Così realizzai “Pianopianoforte“, ed il relativo sito web.
Su questo social network arrivai ad inviare anche quattrocento richieste di amicizia al giorno, e a salutare e rispondere a quanta più gente possibile. Con cortesia, senza invasività, con gusto ed empatia. La mia capacità fu notata da altri musicisti e mi chiesero di farlo come attività per loro – oltre alla musica – e mi ritrovai ad un certo punto a seguire dodici profili contemporaneamente. Usavo alcuni programmi che automatizzavano procedure lente e tediose, e i contatti aumentavano a vista d’occhio. Sceglievo per me e per loro la migliore musica, la più deliziosa grafica, le immagini giuste e professionali.
Nel momento di massima attività, decisi di usare contemporaneamente tutte le tecniche che avevo usato precedentemente, con la massima intensità, in pochissimi giorni. Un po’ come accade per i fuochi d’artificio, tanti preparativi fatti con attenzione, per un’esplosione di pochi istanti.

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