Corsi recording audio
Corso Reason 5
Ecco il metodo semplice veloce ed economico per produrre le tue demo/tracce con qualità' professionale invidiabile e utilizzando un unico software dall'inizio alla fine. Con il video corso di Propellerhead Reason 5 hai trovato la soluzione definitiva ai tuoi problemi
Corso base Cubase
Finalmente il primo video corso italiano per utilizzare cubase come uno studio di registrazione e creare da subito progetti professionali. Attraverso questi sette video, percorrerai l’avventura di Cubase 5, iniziando dai primissimi settaggi da fare sul tuo computer prima dell’utilizzo, progredendo via via, verso l’utilizzo delle funzionalità avanzate.
Maggiori dettagliCorso Cubase avanzato
Ecco come realizzare progetti ricercati e originali sfruttando tutta la potenza di cubase 6. sarai in grado di occuparti con successo di ogni fase della catena produttiva di un brano, ottenendo progetti professionali a prova di studio. Attraverso questo corso tu sarai autonomo nell'affrontare tutti i problemi della composizione musicale, ottenendo progetti finiti di alto livello.
Corso di Recording Audio
Molti degli artisti che si cimentano nella registrazione autodidatta della propria musica, commettono gravi errori tecnici. Questi errori costano ai tuoi brani, circa il 50% di quel messaggio acustico che spesso è proprio il valore aggiunto che racconta di te. 16 video, oltre 10 ore di corso per rivelarti solo quello che conta davvero per ottenere ottime registrazioni dei tuoi brani
Maggiori dettagliNon lanciare una registrazione se prima non hai letto questo
Giuseppe Grancagnolo September 21, 2010 Leave a comment Audio Recording
Ciao ragazzi Stiamo lavorando abbastanza duramente per il prossimo rilascio di Recording Master Class. Si tratta di un corso abbastanza singolare, non per tipologia di argomento, più che altro, per il modo in cui è realizzato. Per questo corso abbiamo scelto una politica leggermente diversa rispetto a quello che è il nostro modo consueto di lavorare. Mi spiego meglio: diciamo che nell’immaginario collettivo, la materia dell’Audio Recording presenta sicuramente connotati squisitamente tecnici, ma se guardiamo la cosa più a fondo, possiamo notare che, il saper registrare musica nel modo giusto, somigli di più ad un’arte piuttosto che ad una scienza. Insomma per fartela breve, per quel che concerne questo corso, non abbiamo voluto cercare il solito ingegnere del suono. Per lo meno, non colui il quale si approccia alla materia in maniera tipicamente ortodossa e se mi passi il termine, dotta e forse anche un po noiosa… Quello che interessava a noi era qualcosa del tipo: “parla come mangi”, “non parlare di fumo”, “raccontaci qualcosa che possa offrire un aiuto concreto a chi si trova a gestire i vari problemi che nascono durante la catena produttiva dell’audio”, “non impressionarci con mega paroloni, ma terra terra, dicci quali siano le cose che contano davvero per ottenere una registrazione audio con quel qualcosa in più.”
Ti assicuro che non è facile. Per quanto mi sia dato osservare, l’ambiente dell’ingegneria del suono in generale, è costellato da professionisti vecchio stampo che a mio dire, presentano una visione delle cose troppo austera e chiusa. Se dovessero mai spiegarti qualcosa sul loro mestiere, lo farebbero in modo così complesso da non farti capire nulla. Certo è facile sfoderare tutto un vocabolario costituito da termini gergali e specialistici, e magari fa anche più figo… ma chiediamoci che cosa rimarrebbe al povero interlocutore che avrebbe voluto apprendere qualcosa di costruttivo.Mi spiego? Cioè, va bene essere tecnici, professionali, tutto quello che vuoi… ma se per spiegare qualcosa che magari richiederebbe due parole e qualche esempio pratico, bisogna ricorrere ogni volta a due mila giri di parole intrisi di termini astrusi e incomprensibili, la cosa perde di significato. Immagino che un musicista vorrebbe imparare a incidere i propri brani nel modo migliore possibile e nel farlo non penso che abbia tutto questo desiderio di studiare un corso di scienza missilistica avanzata. Per fartela breve, per questo corso non cercavamo il tipico ingegnere del suono, piuttosto un fuori classe, un geniaccio insomma. Qualcuno che oltre alle referenze avesse avuto “quella marcia in più” A dire il vero, avevamo in mente una persona di riferimento che poteva fare al caso nostro, anzi, al tempo speravano in una sua partecipazione ad un corso sulle tecniche di registrazione, ma Flavio è pur sempre Flavio ed è la tipica persona refrattaria a questo genere di cose. Non lo avvicini facilmente per questioni che vanno oltre le normali faccende nelle quali è impegnato. però, caspita, ci faceva gola averlo tra i nostri e ci è sempre rimasta l’acquolina in bocca… Chi meglio di lui avrebbe potuto insegnare qualcosa di nuovo sull’argomento del recording? Pensa che lavora come un eremita nel suo studio in cima ai monti ed entrando la dentro vieni immediatamente pervaso da una bellissima atmosfera di leggerezza. Lo studio è immerso nel verde e in alcuni casi pare di essere fuori dal mondo. La sua attrezzatura fa spavento, non perché si gingilli con macchinari inutili giusto per fare un po di scena, anzi al dire il vero, Flavio è il primo a sfatare certi falsi miti sulle apparecchiature super costose dell’ultimo grido. Il suo studio fa impressione per il fatto che nulla di ciò che vedresti è messo lì a caso: a partire dai monitor, dalla posizione in cui si trovano certi oggetti nella stanza, al mixer e al tipo di legno su cui poggiano alcune apparecchiature. Non lo considererei un fanatico dell’audio, anche perchè, come ti accennavo non parliamo del classico tipo che trovi alle fiere dell’audio prostrato sul pavimento a fare tutte quelle bizzarrie per valutare (a loro dire) le prestazioni di quel paio di diffusori da 50.000,00 euro. Non è proprio quel genere di persona facile da convincere che un tal genere di componente dal prezzo proibitivo, abbia doti venerabili da rendere l’audio magicamente impeccabile, anzi sapessi quanto gliene visto fare. Pensa che una volta eravamo al Top Audio di Milano (una fiera dedicata all’audio dove si ritrovano appassionati ed espositori) e certe scene sono state così buffe da ricordarcene con il sorriso in volto. Ci siamo divertiti come matti nel veder interagire Flavio con i vari “guru”presenti negli stands… li smontava tutti con una tale facilità da portarti a pensare che spesso questo settore sia fatto di tanto fumo e niente arrosto. Ora non è che lui abbia la tendenza a prendersi gioco delle persone, ma di certo prova fastidio per i venditori di aria fritta. Si limitava a porre domande che a me onestamente parevano assurde, ma che presumo che tra di loro fosse un parlare la stessa lingua, o quasi. Insomma, lui poneva alcune domande complesse perché realmente intendeva capire perché certe attrezzature costassero tanto visto le prestazioni, e sebbene i venditori se la cavassero parecchio bene ad infinocchiare, non riuscivano a darla a beere a lui. Si accorgeva quando una risposta era una non risposta o un modo di prenderla larga per evitare di dire qualcosa e quindi in certi momenti l’aria si faceva di ghiaccio e l’imbarazzo regnava sovrano… lui compiaciuto sorrideva di gusto perchè la sua tesi si auto confermava tutte le volte: lui sostiene che si possono ottenere registrazioni di altissima qualità senza il bisogno di ricorrere a quel genere di macchinari dai costi esagerati e che in molti casi in questo genere di mercato vi siano parecchi millantatori che fanno leva sull’ignoranza di molti fanatici dell’audio ipnotizati dalle leggi del mercato per spillare soldi. Aperta e chiusa parentesi… Come ti dicevo prima, non è facile trovare il suo studio di registrazione, tuttavia i suoi clienti sono pronti al sacrificio, in quanto, nel suo genere è abbastanza unico. Oltre ai normali servizi di recording, la fama lo precede per via delle sue specifiche competenze. E’ uno dei pochi che in Italia riesce a mettere le mani su supporti di registrazioni molto delicati. Infatti, lavorando per specifiche nicchie di professionisti, viene spesso ingaggiato per lavori su reel to reel, vinili e altre forme ormai poco consuete. Quando parla di certe cose si rimane un po incantati, specie quando quando descrivenalcuni retroscena e aneddoti che riguardano i grandi nomi della musica internazionale. Sul più bello mentre parla, fa una pausa, si alza recandosi nel magazzino adiacente allo studio e torna a riprendere la conversazione con in mano una vecchia scheda circuitale che si scoprirà essere un componente del preamp utilizzato dai bealtes o chi per loro… Insomma Flavio è una persona che ne sa una più del diavolo a non per questo ha perso l’umiltà di parlare con semplicità alle persone meno preparate. Al tempo avevamo chiesto a Favio di fare qualcosa per noi, nella fattispecie, di creare un corso di recording, ma al tempo non gli parve una cosa entusiasmante, è anche vero che di solito ha un’agenda impossibile che non gli permette molte distrazioni, tuttavia immagino che il vero motivo consista nel fatto di non amare particolarmente quando gli si punti una telecamera addosso Comunque sia, l’ultima ora e il motivo per cui scriviamo questo post è che di recente abbiamo ricevuto una chiamata da parte sua dove ci avverte che sta registrando un corso e che si trova gia alla quinta lezione. Cosa vuoi che ti dica… non so casa bolli in pentola e cosa gli sia passato per la testa… Non capisco perché abbia cambiato idea ma spero di scoprirlo presto per il momento sappiamo che sta lavorando al Recordin Audio Master Class e questo ci lusinga tantissimo, specie per il fatto che abbia scelto noi e non una di quelle grosse realtà che da sempre gli hanno fatto la corte in tal senso. Come ti dicevo Flavio non si impressiona e non lo si millanta con i soldi, se fà qualcosa la fa perché la testa gli suggerisce quella cosa…
7 consigli utili prima di avviare le tue registrazioni: Regola numero uno Regola numero due Regola numero tre Regola numero quattro Regola numero cinque Regola numero sei Regola numero sette
. oltre questo anche se non lo dice chiaramente, è anche infastidito dalla quella miriade di persone che si auto eleggono guru del settore per vendere fumo. E’ restio a insegnare la materia perché semplicemente ama praticarla.
La scelta del microfono: L’esperienza insegna che nel momento in cui un artista sceglie il suo microfono, spesso ricorra alla soluzione più commerciale o consigliata del momento. Queste abitudini non sempre premiano, il miglior consiglio è il seguente: Scegli il microfono giusto affidando l’incarico di valutazione ai tuoi orecchi! Non lasciarti impressionare dalle fantascientifiche specifiche tecniche che trovi sulla carta, spesso si tratta solo di valori potenziali che poco hanno a che fare con l’atto pratico. Affinare il tuo orecchio è il miglior investimento che puoi fare.
Trova la posizione giusta dalla sorgente.
La tua civetteria non deve costare necessariamente centinaia di euro al metro, ma assicurati che il tutto sia in buono stato. Controlla e assicurati che non ci siano saldature fredde o cavi in controfase.
Mantieni il tuo hardware in buone condizioni. Prima di lavorare controlla sempre che tutto funzioni perché eventuali e probabili e frequenti problemi emergeranno durante la realizzazione delle tue performance. Effettua sempre dei test prima di iniziare e ti risparmierai tante arrabbiature.
Quanto fai una ripresa stereo, controlla sempre la fase distanza e l’allineamento dei microfoni. Fallo utilizzando il metro e i tuoi orecchi.
Usa la fantasia e l’intuito dove serve. Ricorda che nel mondo del sound recording, esistono regole che possono essere forzate,qualcuna infranta e molte altre seguite alla lettera perché fondamentali.
Controlla sempre che i livelli di pre e convertitori, in ambito digitale, oltre lo 0DB non c’è niente, solo un onda quadra.




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