Il digitale è un sistema perfetto?

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Per veicolare un messaggio musicale siamo abituati ad usare terminologie tipiche, come risoluzione per la risposta in frequenza, profondità di bit per la dinamica e magari termini un po’ più astratti come immagine sonora, ricostruzione armonica, etc… “Fisicamente” parlando ci troviamo all’interno di una struttura spazio-temporale molto complessa e quindi disponiamo di una vastissima quantità di variabili che possono influenzare positivamente o negativamente il risultato della nostra registrazione e soprattutto la veicolazione del nostro messaggio.

Il messaggio musicale, in quanto comunicazione che utilizza come strumento i suoni, ovvero le vibrazioni trasportate da un mezzo (nel nostro caso l’aria), può essere considerato un messaggio di alto livello o diretto.Questo è spiegabile abbastanza bene con un piccolo paragone: analizziamo le differenze esistenti tra il messaggio scritto e quello sonoro.Il messaggio scritto può essere preso come esempio di comunicazione indiretta, dato che per interpretarlo è necessario conoscere per prima cosa la lingua in cui è redatto, i simboli che lo compongono, le parole scelte, etc.  Nel caso di un messaggio sonoro, invece, non è indispensabile conoscerne l’ alfabeto interpretativo per comprenderne il linguaggio archetìpico. Per linguaggio archetìpico intendo una tipologia di messaggio che si origina ed è interpretato dalla nostra coscienza e non dalla nostra mente razionale. La risoluzione di un suono generato da uno strumento deve essere fedele al messaggio musicale originale. Ad esempio, se ascoltiamo una registrazione di un pianoforte acustico dobbiamo percepire l’azione del pianista, la sua emozione, altrimenti ci troveremo ad ascoltare un pianoforte privo di anima

Ma che c’entra tutto questo con la registrazione analogica e quella digitale? In un certo senso possiamo paragonare la gestione del messaggio musicale da parte della tecnologia digitale, come linguaggio indiretto, dato che, l’informazione viene scomposta in una forma che differisce totalmente dalla fonte e quindi è inutilizzabile se non viene ritradotta da un apparecchio specifico.

Il messaggio musicale analogico è una tipologia di veicolazione del messaggio sonoro diretta o quasi totalmente diretta, in quanto la risoluzione è legata solo alle variabili dei componenti reali che stiamo utilizzando ed è quindi una fedele riproduzione del messaggio originale. La musica essendo una vibrazione è rappresentata da una forma d’onda: in campo analogico mantiene costante tale rappresentazione come onda continua; in campo digitale, al contrario, l’onda viene sostituita da una sequenza binaria 1/0.

Ogni piccola variabile che influenza in maniera destabilizzante la registrazione, comporta in un sistema digitale la modifica del messaggio musicale, asciugandolo drasticamente di qualche suo aspetto fondamentale, cosa che non accade per un sistema analogico, che mantiene costante la componente originale del messaggio. Usare bene un sistema analogico o digitale che sia, presuppone la conoscenza di molti aspetti base delle tecniche di registrazione e tutto diventa estremamente importante, dall’uso dei microfoni, alla scelta dei diffusori.

Queste sono regole di base e devono essere conosciute per registrare in modo fedele il messaggio sonoro, in quanto i sistemi in oggetto operano una ricostruzione del messaggio, sui quali incidono variabili infinite come: la temperatura dei componenti, il tipo di testina utilizzata, il nostro umore di valutazione dell’ascolto, lo stato di stabilità della corrente elettrica che stiamo usando……


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  • Ali1386 November 23, 2010

    Ciao FabioSixty … ma se hai regostrato un onda quadra ( cioè a gradini ) non potrai mai ascoltare un onda curva non importa che casse usi ! Come diceva quel gran saggio di mio nonno: Chi nasce Tondo non può morire Quadrato ! :-) Potrai squadrettare l’onda digitale in piccolissimi pezzi così da farla assomigliare il più possibile ad un onda analogica… ma è solo una somiglianza. Hai fatto il Corso di Recording del buon Flavio ? Lì ci sono spiegate molte cose al riguardo…

  • FabioSixty November 23, 2010

    Da non esperto in materia lancio una provocazione: ma quando il segnale digitale viene ritrasformato in analogico lo ascoltiamo in casse che sono uguali per ambedue i sistemi e quindi anche se la riproduzione non sarà la medesima dell’analogico diretto sarà comunque un’onda analogica “simile” o no? Voglio dire che in fase d’ascolto non è che sentiamo un’onda “a gradini”…
    Il segreto quindi è cercare di ridurre al minimo la differenza dei due risultati, giusto?

  • Ali1386 August 07, 2010

    E’ proprio vero quello che dici @le … io comunque per mia deformazione tendo sempre ad “inventarmi” un pò il suono anche a rischio di “ammazzare il segnale originale”: è per questo che sono super contento di fare questo corso !!!

    Buona fortuna con le arachidi !!! Spero un giorno tu possa riuscirci … :-)

  • @le August 06, 2010

    In effetti la scelta di determinate apparecchiature credo sia basata principalmente da due fattori: il costo e l’obiettivo finale cioè l’insieme: genere musicale ,pubblico destinatario ,gusto ,amor proprio.
    Poi c’è un fattore che chiamerei “esperienza” che può aiutare a far “funzionare” quello che abbiamo a disposizione. Soprattutto credo sia importante capire ciò che ogni apparecchio sa fare meglio e fargli fare quel lavoro a meno di non voler sperimentare soluzioni pionieristiche o estreme… voglio dire banalmente, che forse alla fine conta più saper mettere il microfono giusto al posto giusto che usare equalizzatori digitali che ammazzano il segnale originale, o pensare di correggere un brutto segnale con convoluzioni eteree, in informatica si dice “garbage in, garbage out”.
    Un’altro problema poi è abituarsi alla propria attrezzatura e non riconoscerne i difetti se non quando è tardi, a master già finito magari… pulirsi le orecchie più spesso che si può…

    ["Ho passato tutta la notte ad estrarre succo di pera dalle arachidi che alla fine ero talmente stanco da credere di esserci riuscito" :-) ]

  • Ali1386 August 05, 2010

    Grazie per la tua risposta Flavio … si, versatile è la parola giusta per descrivere il Digitale… io, comunque credo di fare ancora molta confusione con le differenze tra analogico e digitale… ne hai parlato nella lezione 3 o 4 del corso di recording e mi sa che me la devo rivedere altre 52 volte !!! L’Analogico veicola in maniera continua un’ Energia ( l’onda sonora catturata ? ) restituendo in ascolto, una forma d’onda quasi identica, se non identica addirittura, a quella originale… con il Digitale parliamo di Segnale Continuo codificato in binario che in ascolto restituisce una forma d’onda “a gradini” che riassembla solo lontanamente l’onda originale ( di forma continua )… giusto ?

    Detto così si potrebbe pensare che non ci siano rivali per il sistema analogico… Peccato che, come dice @le, soprattutto l’abbattimento dei costi generato dai sistemi digitali lascia che il mio interesse sia quasi tutto rivolto a come far “funzionare” il Digitale nella produzione di un intrattenimento musicale che sia almeno un pò decente … ( intrattenimento o messaggio ? questo è un altro argomento ! )…

    … e “Long Live the King” !!! :-)

  • Flavio August 05, 2010

    yeah!!! è proprio questo il punto!

  • @le August 05, 2010

    Ottimo articolo e interessante argomento! Io credo che il digitale sia comunque un compromesso (per le mie necessità e capacità perfettamente accettabile), e come per la fotografia ha aperto nuovi modi di fotografare e rielaborare, ha abbassato i costi, spostato i guadagni, anche nella musica ha permesso l’uso del computer come banca dati/registrazioni, generatore di suoni, ampliando le possibilità offerte dagli strumenti analogici ma… la percezione umana ha l’ultima parola e regina incontrastata sposta la scelta verso quello che più le aggrada, può essere manipolata, diseducata, fino a non farle percepire le differenze ma se rieducata, in certi ambiti non potrà che scegliere la naturale leggerezza dell’analogico, and “God Save the Queen!”.
    :-)

  • Flavio August 05, 2010

    Si è tutto vero quello che dici, forse pero’ il termine giusto non è creativo, perche’ creativa è la persona che sta dietro alle macchine ed una persona creativa può fare e comunicare cose impensabili con qualsiasi mezzo, non la macchina. Quindi il termine giusto secondo me è: versatile, il digitale pone minori vincoli tecnici e presuppone minor conoscenza per funzionare che un sistema analogico, che se non si conosce niente non ci si tira fuori un fico secco… per non parlare dei costi, quello che dicevo è per spezzare una lancia in questo senso verso il digitale, perche’ ogni sistema ha i suoi pregi e difetti…. ehheheh certo anche coi synth pero’ si torna sempre lì… i synth digitali cercano di eguagliare cio’ che riescono a fare i synth analogici e i personaggi di cui parli sono certo che hanno utilizzato perlomeno un buon 60% nelle produzioni, apparecchiature analogiche… questo non per dire che il digitale non suona, puo’ suonare bene pero’ a patto che ci siano certi presupposti… e comunque quello che volevo dire è che parte in svantaggio sotto certi aspetti perche, uno è un sistema che veicola in modo continuo un’energia, l’altro veicola un segnale continuo codificandolo in una forma (a gradini) completamente diversa dall’originale, perdendgo la continuità della forma d’onda reale. :-D

  • Ali1386 August 04, 2010

    Ah ! Stabilità della Corrente e Variazioni dell’ Umore nella Valutazione in Ascolto !!! Non me ne parlate !!! Un incubo ! Certi giorni riascolto qualcuno dei miei lavori e mi sembrano davvero interessanti ( almeno sotto certi aspetti ) … altri mi sembra di dover buttare tutto via e ricominciare da zero !

    Quello che si dice sul digitale e/o analogico è tutto vero… vorrei, però, spendere due paroline in difesa del Digitale… con tutti i suoi limiti ed i suoi pregi, il Digitale ha un punto di forza rispetto all’analogico che l’analogico non potrà mai avere: il Digitale è Creativo… vedo il pc, per esempio, come uno Strumento Musicale Nuovo, da imparare, da eplorare proprio per la sua difficoltà nel riprodurre fedelmente ciò che un sistema analogico riproduce fedelmente… mi spiego ? io sento, percepisco quel “Fantasma nella Macchina” e mi propongo di farlo suonare con tutta l’Anima che può… anche quando non uso strumenti sintetizzati ed impugno il mio basso per registrare la sua parte poi è come suonare un nuovo strumento ( ed il nuovo strumento è la Traccia Digitale del Basso che ho suonato live ) … è un modo nuovo, intrigante e ricco di sorprese per veicolare il “messaggio”…

    Questo è quanto volevo dire a favore del Digitale… è un pò come tra Pianoforte e Tastiera Synth… è vero che il Pianoforte registrato analogicamente cattura meglio l’anima del pianista… ma anche le Tastiere Synth hanno dimostrato di poter veicolare “Anima”… basta pensare a Richard Wright, a Keith Emerson… Giorgio Moroder… i Kraftwerk !

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