Un modello strategico offline per sfondare nel mondo della musica

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Un tempo, all’interno del sistema discografico tradizionale, il lavoro di natura promozionale era esclusivamente affidato allo stesso organico divisionale delle grandi major, l’avvento della tecnologia e dei nuovi media ha cambiato sensibilmente la situazione. Oggi possiamo notare un vero e proprio cambio di tendenza e in particolare, come tutta la faccenda promozionale stia diventando una fase autogestita dalla band grazie all’avvento della nuova comunicazione relazionale.

Sono molti gli artisti che hanno approfittato dei nuovi mezzi per arrivare a conquistare un vero successo internazionale. Nell’articolo di oggi vedremo il primo dei quattro modelli molto interessanti per giungere al successo, scavalcando i consueti e inaccessibili canali discografici.

Sei pronto?

Partiamo:

Musica e pubblicità


Questo probabilmente è uno dei modelli più interessanti per sfondare nel mondo della musica. Possiamo notare come i grandi investitori pubblicitari puntino ad accompagnare le loro campagne, avvalendosi della hit del momento. Quello che fa gola all’operatore è sicuramente la creazione di una associazione neuronale tra musica e brand aziendale, in altre parole: ascoltare un messaggio acustico e associarlo automaticamente ad una marca.

Il beneficio di quest’azione consiste proprio nella realizzazione di un connubio armonico che sottragga quelle connotazioni negative proprie del martellamento pubblicitario, aggiungendo una sensazione di familiarità e gradevolezza, in relazioni ai prodotti proposti. Come dire

se proprio devono bucarti il cervello con le loro esortazioni all’acquisto, magari farlo con una bella canzone sotto, alleggerisce il tutto…”

Quello della telefonia mobile è probabilmente l’ambito più indicativo a tal riguardo. Ad ogni modo, se pensi che un emergente non possa usufruire di questa opportunità, ti dimostrerò il contrario. Da una parte esiste una vera tendenza da parte dei grandi marchi ad accaparrarsi la hit del momento e gli artisti più conosciuti. Dall’altra parte esiste una situazione che favorisce il mondo della musica  emergente.

Per un marchio famoso è notevolmente rischioso musicare un proprio spot con brani sconosciuti appartenenti ad artisti ignoti, tuttavia, a ben vedere, si tratta di un rischio piuttosto apparente. Utilizzare  brani di artisti non ancora famosi, porta al marchio vantaggi non indifferenti.

Vediamo ora perché un’azienda dovrebbe investire su un artista sconosciuto:


  • Minori costi relativi ai diritti di sfruttamento del brano rispetto alle major
  • Esclusiva di associazione spot/brano
  • Varietà di generi musicali
  • Totale identificazione da parte dell’utenza fra brano e prodotto sponsorizzato.


Sono molti gli artisti che hanno goduto di questa prerogativa, mentre scrivo mi vien da pensare a Transcargo con “Oh Boy” celebrato del premiato spot della Renault Clio, a Emilie Simon con  “Desert” nello spot della Breil, a Pago con “Parlo di te”, a Federica Felini con “Je T’aime”ecc.

Quando vieni scelto da aziende simili, usufruisci di una campagna mediatica che difficilmente una casa discografica può garantirti quindi, fossi in te, oltre che mandare le solite demo ai vari produttori o etichette, farei una pensata simile:

Allestirei un presskit creato ad hoc per questa evenienza e in particolare seguirei questo schema:

Sceglierei brani che potenzialmente si prestano ad un uso pubblicitario (ovvio) e preparerei una cartella con il seguente contenuto:


  • Una lettera di presentazione

Scriverei una lettera che descriva il mio intento di far usufruire l’azienda dei miei brani per un uso pubblicitario (con la disponibilità a varie modifiche richieste) . Menzionerei il fatto che sono un artista indipendente e che per usufruire dei brani, le aziende avrebbero un solo intermediario e meno soldi da spendere (questo punto andrebbe ben evidenziato rimanendo il più possibile succinti ed eleganti.) Nella lettera includerei una descrizione sommaria dei brani e dei relativi messaggi che intendono comunicare.


  • Il cd con una cover d’impatto e diversi brani (non uno) di registrazioni con alta qualità audio.
  • Una chiavetta usb che include gli elementi sopra, in formato digitale (lettera in formato pdf e brani in formato mp3)
  • Non per ultimo una descrizione su di me con relative informazioni di rilievo
  • Tutti i recapiti compreso il sito web (tatticamente ideato per questa finalità)


Una volta confezionato il mio presskit, sceglierei alcune aziende e agenzie pubblicitarie alle quali rivolgere il tutto, dunque, passerei all’azione. Potrei essere contattato, potrei non esserlo, sta di fatto che se penso di aver un prodotto valido dovrei proprio provarci!


Un saluto e al prossimo articolo.

5 Comments

  • admin July 03, 2010

    Grazie a te Ali, credimi sono lusingato..

    Che dire Frank, sicuramente l’esperienza ti ha insegnato molto tant’è che non mi sento di controbattere… Tutto quello che posso dirti è che esistono (oltre i casi che ho citato in questo articolo) moltissimi casi studio di sconosciuti che emergono grazie a questa via… Questo è oggettivo.

    Se queste persone hanno avuto raccomandazioni non mi è dato saperlo, forse si, forse no… chi lo sa!

    Ad ogni modo, ho proposto questo articolo come alternativa alle miriadi di demo che invano, vengono mandate ai soliti produttori e direttori artistici.

    Certamente non parliamo di strategie che sfociano al successo a colpo sicuro, ma in un ottica di flussi in uscita, penso sia buona cosa prendere l’abitudine di promuoversi in grande quantità e in canali diversificati.

    In quanto hai tuoi brani, adesso so che li hai e non mancherò di segnalare la cosa nel nostro nuovo progetto che sarà attivo a settembre.

  • frank July 03, 2010

    Comunque se qualcuno ha qualche idea io sono qui!Ho diversi brani per spots pubblicitari su cui ho lavorato tantissimo e di tante tipologie. Se possono interessare…

  • frank July 03, 2010

    Inoltre sempre i media riescono a far cambiare i gusti della gente. Siamo stati forzatamente abituati ad ascoltare delle mostruosità a furia di ascoltarle sono diventate normali.Ci rendiamo conto della differenza qualitativa anche riguardo la musica leggera di oggi con quella di qualche decennio fa?E la differenza dei cantanti?

  • franK July 03, 2010

    Quel che dici purtroppo non corrisponde molto alla mia esperienza personale.Ho tentato proprio questa “porta” cioè la musica per spots pubblicitari, anche perché lavorare su formati micro (15″,30″ max 60) è la mia specialità.La risposta è sempre quella:nessuno si azzarda a mettere la musica di uno sconosciuto sotto uno spot che spesso costa molto.Non interessa niente a nessuno se la tua musica costa di meno perché in questo settore girano tantissimi soldi e risparmiare 100.000 euro in una campagna che ne costa a volte qualche milione è una bazzecola!Le agenzie inoltre preferiscono sempre la base musicale di un gran nome perché se la campagna dovesse andare male potranno sempre difendersi mensionando la scelta dell’artista importante; Con la musica di uno sconosciuto si metterebbero in pasto ai leoni se la campagna dovesse andare male, come giustificherebbero tale scelta???
    Purtroppo questo spiega perché oggi si fa di tutto, ma proprio di tutto per andare nelle televisioni perché una volta in TV su quantità di persone che ti vede, una percentuale ti sceglie, e quella percentuale decreta il tuo successo.Altrimenti più sei sconosciuto e più scivoli nell’ombra, a meno che ti fai raccomandare da qualcuno importante…

  • Ali386 June 24, 2010

    I tuoi articoli sono sempre interessantissimi… ma hanno anche quel qualcosa in più: gli argomenti sono così ben spiegati ed affrontati che hanno una forza che spinge all’azione immediata ! Dopo ogni tuo articolo è così chiaro quello che bisognerebbe fare che ti viene di farlo in battuta ! E non so se si potrà mai ringraziarti abbastanza per il fatto che condividi con noi la tua competenza. Grazie e ancora grazie !

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