Radiohead, Arctic Monkeys: Usa la loro potente tecnica per ottenere successo

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Questo di oggi è davvero un argomento speciale. Oggi imparerai come pianificare ed eseguire gli esatti passi che ti condurranno al tuo primo successo online come artista indipendente.  Quando un artista vuole ricorrere al “fai da te”, per ottenere un po’ di visibilità, non sa esattamente come muoversi nella giungla del web e questo è comprensibile, ma è anche vero che “la rete non ammette ignoranza”.

Se metti in atto azioni troppo casuali rischi di non ottenere alcun risultato utile alla tua finalità spendendo inutilmente il tuo tempo e le tue energie. Purtroppo, per quanto internet risulti essere un arma potentissima per la creazione di progetti artistici, è anche vero che senza esatte linee guida, ad un primo sguardo, abbiamo a che fare con uno scenario caotico e dispersivo.

La rete è molto vasta e paradossalmente questa ricchezza di risorse genera nell’artista neofita uno stato di confusione tale da portare all’inattività totale. Da una parte è ben accetta l’idea che internet sia potente e fruttuosa, dall’altra parte si ricorre a un utilizzo blando e poco lungimirante.

Oggi imparerai un paio di cosette che ti daranno di certo un bel vantaggio rispetto a chi non conosce e applica certe strategie. Quanto apprenderai, è ricavato dal corso di autoproduzione “come diventare un musicista online indipendente” ti consiglio di farne tesoro e studiarlo con zelo. Posso assicurarti che si tratta di dinamite pura. Attraverso questa lezione capirai:

  • Come poter generare profitti con la tua musica
  • Avere finalmente un vero pubblico che ascolta e acquista le tue composizioni
  • Innescare un potente fenomeno di passaparola
  • Come promuovere con successo la tua musica


Queste sono le strategie utilizzate da artisti del calibro di Radiohead, Marillion, Saul Wiliams, Arctic Monkeys , specie nella loro fase d’esordio. Quindi, caro artista oggi facciamo davvero sul serio. Pronto?
Si parte.

Ti sarai già accorto che, lavorando su account quali myspace, non siano esenti certe limitazioni di applicazione, questi “blocchi” non sono casuali ma volutamente adottate dalla politica di questi network. Ne consegue che, basando la tua strategia su questi appoggi, limiti non di poco il tuo raggio d’azione. È comprensibile che myspace ponga delle limitazioni alla sua smisurata utenza, si tratta pur sempre di uno spazio web condiviso, quindi, se ogni musicista decidesse di far di testa propria,  il premiato portale andrebbe in fumo nel giro di pochi minuti. Per tanto hai bisogno di possedere una tua personalissima dimora ove tu possa muoverti liberamente e fare le cose in modo professionale. Per questi motivi ti suggerisco vivamente d’investire nella creazione di un sito tutto tuo.

Prima ancora di realizzare il sito, devi acquistare un dominio compreso di spazio web e installarti un blog wordpress. Si tratta di un potente cms (acronimo di content management system) Nel corso di autoproduzione musicale, parliamo spesso di questo strumento e di come possa aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi grazie alla semplicità e alla potenza delle sue prestazioni. WordPress è di per sé un blog, ma le sue funzionalità sono cosi avanzate da farlo sembrare a tutti gli effetti un portale dinamico dalle alte prestazioni e dalla grafica personalizzabile, quindi, un sito di ultima generazione.

Tornando al dominio e allo spazio web sul quale installare il tuo wordpress, io consiglio questo servizio. Si tratta di Tantrahost una società che offre un ottimo servizio e un buon rapporto qualità prezzo. Con circa 48,00 euro, puoi acquistare il tuo dominio compreso di spazio web per un anno intero.

Per quanto riguarda l’installazione di wordpress ti rimando a questa guida davvero ben fatta.

Una volta in possesso del sito, saresti notevolmente a buon punto sull’iniziare un qualcosa di serio e lungimirante.

Per iniziare il nostro piccolo esperimento occorre che da parte tua vi sia un netto cambiamento  sulla tua base operativa, la prima cosa che devi imparare è la seguente:

Smetti di svilire la tua musica regalandola a destra e a sinistra!


Mi spiego meglio, puoi far scaricare gratuitamente ogni brano che desideri, ma devi farlo con astuzia. Uno dei primi grandi trucchetti rivelati nel corso, consiste proprio nella conversione di sporadici visitatori del tuo sito, in assidui frequentatori e ammiratori della tua musica.

Vuoi sapere come si raggiunge quest’obiettivo? Immagino proprio di si ma  lo scoprirai più avanti, prima devi ragionare su un fatto. Il sistema “modello discografico digitale” è perfettamente sinergico. Ogni azione è seguita da altri esatti passi, tutti collegati tra di essi, il risultato dell’intero processo consiste in un artista amato e seguito da migliaia di ammiratori che acquistano le composizioni proposte.

Dobbiamo prepararci alla lavorazione di quell’utenza che visiterà per la prima volta il tuo sito.
La grande lezione di oggi consiste proprio in questo. In che modo puoi trasformare un indifferente e frettoloso visitatore in una persona che ti seguirà con fedeltà nel medio lungo periodo?

Semplice, devi lavorare con il fine di farti percepire come un professionista. Devi emozionare il tuo visitatore e in qualche modo entrare a far parte del suo mondo e lui del tuo.

Ma ti chiederai, come faccio a fare questo? Se quello, dopo dieci minuti abbandona il mio sito, come avrò occasione di creare tale rapporto?
E qui entriamo nel nocciolo della situazione. Fino a oggi ti è sempre successa la stessa cosa: l’utente visita il tuo myspace, ascolta con leggero interesse la tua musica e in mancanza di pretesti abbandona il sito senza farvi più ritorno.


Da oggi dovrai cambiare strategia. Prima di concederli un download o un ascolto troppo facile dei tuoi brani , l’utente dovrà darti prima qualcosa in cambio. Cosa? Il permesso di ricevere comunicazioni da parte tua. In altre parole, prima di offrire il tuo brano devi ottenere il suo indirizzo email.

Chiedere e farsi accordare il permesso di comunicare con l’utente (tramite email) ti porterà a grandi traguardi. Questa strategia è note con il nome di permission marketing.

Per capire bene questa strategia, devi considerare che non sempre un brano viene interiorizzato al primo ascolto. Pensa a quante volte hai dovuto riascoltare dei brani per apprezzarli in un certo modo. Se è vero questo, allora vuol dire che devi lavorarti l’ascoltatore in un certo modo.
Per mantenere questo contatto e per iniziare tutta la tua strategia di fidelizzazione, avrai bisogno di comunicare spesso con l’utenza.

Intuisci perché l’email è cosi preziosa? Il valore di un indirizzo risiede nella positiva propensione dell’utente a ricevere informazioni da te. Il permission marketing consiste idealmente in un contratto implicito dove il pubblico ti apre la porta di casa sua.
Credo tu abbia capito…

Devi allestire sul sito uno spazio, dove sarà possibile scaricare gratuitamente i tuoi brani ma in cambio devi sempre (e pongo l’accento su sempre), chiedere l’indirizzo email. Il tuo obiettivo è formare un enorme database di indirizzi, al quale far conoscere ogni tua mossa. Quando otterrai una lista molto copiosa, a quel punto avrai raggiunto un successo che non hai mai conosciuto prima. Un vecchio proverbio cinese dice “nulla è più costoso di ciò che è gratuito” una volta che hai formato questo grande corpo di mail e dopo ogni brano che avrai regalato alla tua lista, arriverà il momento di riscuotere. Alla prima occasione gli utenti ti ripagheranno.


Prova a immaginare quando lancerai il tuo primo album a pagamento. Pensa, annuncerai la cosa alla tua lista costituita da migliaia di persone, prova a immaginare se solo mille di loro acquistasse l’album…questa non è fantasia ma una realtà accaduta innumerevoli volte, specie all’estero. Quando gestisci una lista, si crea un rapporto fantastico con i membri che ne fanno parte. Come puoi aver notato, anche noi di iJamix poniamo enfasi sulla cosa e coerentemente a  quanto insegniamo, adottiamo le medesime strategie. Anche noi puntiamo moltissimo a ottenere indirizzi email per avere l’opportunità di parlare con la nostra utenza.

Riceviamo quotidianamente una valanga di email stupende, di gente che ci apprezza, che ci fa bellissimi complimenti, che acquistano i nostri prodotti ecc. Questi sono i membri della nostra lista, all’inizio non era cosi, non c’era il rapporto di ora. Ma qualcosa nel tempo è cambiato. Abbiamo conquistato la loro fiducia, ma l’abbiamo conquistata perché ne abbiamo avuto modo. Se non avessimo avuto una linea di comunicazione (l’email), tutto questo non sarebbe mai accaduto.

Se abbiamo ottenuto tutto questo con un blog, incentrato sulla formazione artistica, figuriamoci cosa potrai ottenere tu con un prodotto emozionale come la musica, dove tu riversi tutto te stesso e dove l’utente si rispecchia nelle vicende della tua narrazione melodica!

Non c’è dubbio che con la strategia della lista otterrai un grandissimo successo. Non c’è alcun dubbio! D’altronde si tratta di tecniche comprovate e sempre coronate da uno splendido successo. Come ti accennavo, questi sono metodi utilizzati anche da chi ha raggiunto un successo planetario, parlo di gente come Radiohead, Marillion, Saul Wiliams, Arctic Monkeys e compagnia bella.
Credo di averti fatto un bel regalo con questo articolo. Se vuoi conoscere tutte le strategie dall’A alla Z, ti consiglio d’iscriverti al corso avanzato di autoproduzione musicale, usufruendo dello sconto in essere ancora per qualche giorno.

8 Comments

  • piero June 23, 2010

    ciao sono piero e in poche parole volevo dire che non ce minimo dubbio che la strategia dei gruppi sopra elencati tipo radiohead sia a dir poco geniale, ma loro vengono da un decennio di grandi successi quali anni novanta con il vecchio metodo di promozione discografica dell’EMI non che major e quindi un successone planetario è un grande nome su cui credetemi si gioca tutto a propio favore e dunque una strategia cosi gli ha fruttato tanto.Ma per esperienza mia e di altri purtroppo la cosa è ben dura perchè mancano le fondamenta che questi gruppi hanno avuto e che noi non avremo quasi mai,e l’utente di internet crede solo a quello che vede in tv o ascolta nelle radio ve lo dice uno che ha passato un anno a fare promozione su facebook dove la gente piu comune per cui è destinata le nostre canzoni solo pochissimi per non dire qualche amico ti riconosce economicamente del resto si limitano a farti complimenti se pure; per non parlare di quelli che appena gli dici che la canzone per intera è disponibile solo a pagamento gli hai chiesto la luna e tanti non sanno cosa sia la carta pay pal quindi bisogna prima combattere con l’ignoranza della gente impresa molto ardua .Però questa è solo una mia esperianza nonostante tutto vado avanti e mi interessa conoscere questo corso appunto per valutare ciao a tutti Piero

  • Admin PB June 23, 2010

    Ciao Alessandro,
    noi parliamo di strategia utilizzata dai Radiohead, non di capitale speso da loro per arrivare ad un successo ormai già approvato da anni.
    I Radiohead con “In Rainbows” vennero fuori con una trovata favolosa, in un momento di crisi discografica assoluta. Tutti scaricavano musica da internet
    e nessuno acquistava più, la loro trovata è stata superba perchè hanno dato la possibilità ai loro fan di dare un prezzo al loro album e chiunque pensasse che il
    loro album non avesse valore o non meritasse alcun tipo di offerta lo scaricava gratis! Questa è stata una grande provocazione nel mercato discografico e ha
    smosso veramente tanti animi! Ci sono statistiche sulla riuscita di questa campagna e medie di vendita di tutti i tipi, fatto sta che ogni statistica del genere lascia
    un po’ il tempo che trova e come dice un certo Felten “un prezzo basso spalmato su un numero maggiore di acquirenti implica il moltiplicarsi dei ricavi,
    e non certo il contrario”.
    Questi grandi nomi che citiamo nel nostro articolo devono servire da esempio, è la loro strategia che conta, non il loro budget!
    Abbiamo citato unicamente gruppi inglesi o artisti americani, ma anche noi italiani abbiamo band nate da internet che hanno fatto il botto parecchio tempo fa,
    quando la rete ancora non aveva la forza di adesso. Nel 1999 i Bluebeaters uscirono con il loro primo album, “The Album” acquistabile unicamente da internet.
    Vendettero 12 mila copie. Nel ’99. Io fui uno dei 12.000.
    Quanti musicisti spendono migliaia d’euro per affidarsi ad agenzie di promozione, uffici stampa, il quale unico fine è raccogliere più soldi possibili e sbattersene
    altamente le palle della loro musica, portandoli allo sfinimento, a dubitare dei loro lavori e infine all’abbandono del sogno “diventare un musicsta”, con
    parecchi soldi in meno in tasca e zero soddisfazioni tolte!
    Noi con l’autoproduzione vi insegnamo le tecniche che abbiamo acquisito negli anni non solo su internet, ma anche offline, sul campo vero e proprio, seguendo
    professionisti, emergenti, indipendenti, case discografiche e soprattutto il nostro obbiettivo finale non è rubarvi soldi, come puoi ben vedere anche te dicendo:
    “spendendo solo una cinquantina d’euro”, ma farvi crescere e creare un movimento potente, che faccia emergere da questo torpore atarassico, dei gruppi resuscita
    morti e poi perchè no, qualche querela da grandi case discografiche mi regalerebbe una bella soddisfazione!
    Diversa gente ha incrementato le proprie vendite seguendo Grancagnolo (chiederemo il permesso per citarli come casi studio), adesso non è più solo e il nostro
    staff sta aumentando sempre di più, sai vero cosa vuol dire questo?
    Naturalmente la ricetta segreta per la riuscita del musicista è la propria musica. Se sei scarso non c’è autoproduzione che tenga!
    Spero di averti chiarito ogni dubbio e di averti presto nella nostra scuola!
    Saluti!
    Paolo

  • daniele June 23, 2010

    Ciao Alessandro sono d’accordo con te, aspettiamo una risposta. Io non le faccio le domande perchè sono troppo diretto magari a te rispondono. Sono solidale con te…la penso così anche io.

  • Alessandro June 22, 2010

    Tutto molto intrigante e a tratti condivisibile, ma la mia ragazza in Inghilterra ha lavorato con l’agenzia che si è occupata del lancio di “In Rainbows” e dubito fortemente che un musicista indipendente possa permettersi di sviluppare la stessa strategia, a meno di non possedere risorse molto consistenti… Noto inoltre che non scendete mai nel particolare, non avete case histories, e chi sarebbe poi l’autore del corso? Un musicista diventato famoso con le sue tecniche? Io non lo conosco.
    Da quello che leggo, insomma, quali sono i requisiti che potete vantare e che altri professionisti come ad esempio un ufficio stampa o un’agenzia di promozione non offrono? Il vostro corso ha un costo conveniente, ma se tutti potessero veramente raggiungere la condizione che prospettate spendendo solo una cinquantina di euro il mercato della musica sarebbe probabilmente in espansione e non vivrebbe il declino a cui assistiamo, in tutto il mondo.
    Potete rispondermi? Vi ringrazio.

  • admin June 21, 2010

    Ciao Beannah

    Scusa il ritardo nella risposta…
    Strategie offline cene sono un bel po.. anzi ti ringrazio perché mi hai ispirato per il prossimo articolo..

    Grazie per belle parole e a prestissimo

  • Admin PB June 20, 2010

    Ciao Daniele, io sono Paolo, piacere di conoscerti, ti spiego a grandi linee il nostro corso di autoproduzione musicale. Il libro che ha creato Giuseppe è stato un’anteprima di quello che sta diventando la nostra scuola. Naturalmente se avessimo avuto solo un libro da includere su iJamix, il nostro materiale sarebbe stato abbastanza riduttivo e di sicuro non ci saremmo potuti chiamare scuola. Adesso abbiamo tanto materiale da insegnare agli studenti che si iscrivono alla nostra scuola e altrettanto materiale da regalare all’interno del nostro blog!
    Siamo uno staff principalmente creato da musicisti, stanchi di dover lottare con un mercato ostile e tiranno, dove la meritocrazia ormai è svanita in una bolla di sapone molto tempo fa, impegnati giorno e notte nel creare un movimento che dia una reale svolta a questa situazione diventata oramai insostenibile! La nostra motivazione è alle stelle e trovare persone soddisfatte per l’aiuto che gli diamo, ci da ancora più forza e fiducia nel nostro operato!
    Il corso di autoproduzione è soltanto un piccolo inizio, prestissimo nasceranno altri corsi da capogiro, ognuno di questi realizzati da professionisti che formeranno a dovere la vostra crescita!
    Spero di averti tolto ogni dubbio, adesso vorrei che me ne togliessi uno te, sei un musicista?
    A presto,
    Paolo

  • daniele June 19, 2010

    Vorrei chiedere una cosa? Come mail il corso costa mensilmente come il tuo “modello discografico digitale”?
    Siccome fino a un mese fa lo vendevi come la cosa piu eccezionale del mondo…oggi vendi un corso che costa ogni mese la stessa cifra parecchio alta (scusa se te lo dico ma se vuoi ti dico anche il perché ). A parte il costo esrbitante del corso perché costa come il tuo “modello discografico digitale” che si pagava una sola volta?
    Grazie

  • Beannah June 19, 2010

    Sono d’accordo sul dare valore alla propria musica;
    Il problema di alcuni è, che anche se sono sicuri di aver fatto un bel lavoro, hanno dubbi sull’apprezzamento della gente! Una scusa che ho spesso sentito é: perchè dovrebbero comprare il mio CD? Così siccome il desiderio di farsi conoscere è grande … il costo del CD scende, e con questo anche il valore dell’opera agli occhi del potenziale cliente! Questo è il mio contestabile parere; sono certa che il discorso on-line ha molti vantaggi rispetto all’ off-line.
    C’è un modo per fare un “buon lavoro” off-line?
    Ciao Giuseppe, mi piace la tua grinta e il tuo blog! Buon Lavoro;

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